Archivi del mese: luglio 2009

Abruzzo, la memoria e la speranza

Lunedì 13 luglio l’Irsifar e il Circolo Gianni Bosio hanno presentato sulla terrazza della Casa della Memoria e della Storia un percorso attraverso immagini e musiche intitolato Abruzzo, la memoria e la speranza, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla regione ora che, terminato il G8, la cronaca tende nuovamente ad allontanarsene perché tutto sembra rientrare lentamente nella “normale” difficoltà della ricostruzione. Attraverso i filmati realizzati dall’Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese (link a http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/39071UTE0600/M/25001UTE0803) dell’Università di Teramo Andrea Sangiovanni, accompagnato alla fisarmonica da Alfredo Messina, ha guidato gli spettatori alla ricerca di un Abruzzo lontano nel tempo da quello sconvolto negli ultimi mesi dalle scosse ma ad esso in qualche modo contiguo. Si è deciso infatti di non guardare l’Abruzzo solo attraverso la lente del sisma, ma attraverso la memoria e la storia, due chiavi interpretative che potranno aiutare una ricostruzione fondata sul confronto con la propria identità. La ricostruzione infatti non può essere solo fisica, non può limitarsi ai manufatti, ma deve interessare anche un tessuto civile ed umano che è stato toccato nel momento in cui le case, il luogo simbolo della stessa stabilità individuale e familiare, sono crollate: le cronache ci raccontano che quando i primi aquilani sono potuti rientrare nelle loro case per prendere poche cose, hanno scelto oggetti apparentemente superflui (un libro di fotografie, un orsacchiotto, un libro…) che però, in qualche modo, contenevano frammenti della loro storia, tracce della loro identità (è la storia che ci racconta anche il saggio finale degli studenti dell’Accademia dell’immagine de L’Aquila, L’essenziale è invisibile agli occhi – link a http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=34967&ref=search). Attraverso filmati costruiti con i super8 donati dalle famiglie abruzzesi, l’Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese ha raccontato le molte identità dell’Abruzzo, dall’apparente immobilità del mondo contadino all’evoluzione delle città, dalle vicende paradigmatiche di un paese dell’entroterra montano alle storie degli emigranti fino ad arrivare ad un ricordo de L’Aquila che è al tempo stesso un auspicio per il futuro.

 Andrea Sangiovanni


Memoria e diritti umani. Un progetto per le scuole di Roma e Provincia

In ogni epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la trasmissione del passato al conformismo che è sul punto di soggiogarla” (W. Benjamin)

Nel corso di questo anno scolastico la Casa della Memoria e della Storia ha ospitato gli incontri di strutturazione e di monitoraggio del progetto “Memoria e diritti. Il dovere della memoria, la scelta dei diritti”. Il progetto, al secondo anno di realizzazione, è rivolto a docenti e studenti delle scuole di Roma e Provincia. La progettazione, conduzione e realizzazione sono state curate da Terra Nuova Onlus per la Cooperazione Internazionale, dall’Irsifar come rappresentante della Casa, in collaborazione con il Master in Educazione alla Pace dell’Università Roma Tre e le Ambasciate di Cile e Argentina. Il progetto si propone di mantenere viva la memoria dei contesti in cui i diritti umani sono stati profondamente negati, di sviluppare nelle nuove generazioni la consapevolezza della necessità di impegnarsi nella difesa dei diritti umani, nella creazione di una cultura della solidarietà e della giustizia necessaria per la creazione dei nuovi patti di cittadinanza che il presente in cui viviamo richiede. Gli incontri intendono offrire a docenti e studenti lo spazio per la riflessione su alcune persistenze dell’agire umano che si pensavano esaurite con la fine della seconda guerra mondiale.  A questo scopo il nucleo centrale della proposta è stato “ La storia dei diritti umani nella seconda metà del ‘900: Il caso America latina, il Plan Condor”, inserito in una contestualizzazione che tenesse conto della storia dei diritti e delle voci, da Antigone ad Amos Oz, che nel lungo cammino dell’umanità si sono levate contro la barbarie. La Casa è sembrata il luogo più adatto per riflettere sulle modalità con cui la valorizzazione e la promozione dei valori democratici possano passare alle nuove generazioni depurate da retorica e moralismo, innervate dalla relazione imprescindibile di Storia e Memoria.

Maria Rocchi


Comunicare la memoria della storia. Il memoriale Italiano di Auschwitz

L’ANED di Roma si è fatta promotrice di questo incontro tra persone di diverse realtà che si sono rese protagoniste di una preziosa alleanza tra storia, mondo della ricerca, del lavoro e dell’arte. E’ stato un dialogo solidale tra “testimoni della seconda generazione” intorno alla necessità della conservazione e della messa in sicurezza dai danni del tempo del memoriale dell’ANED che ad Auschwitz, nel Blocco 21, rappresenta la deportazione italiana, nelle sue cifre e nelle sue specificità sullo sfondo della narrazione artistica della storia del nostro Paese tra le due guerre. Quest’opera, frutto del pensiero dei deportati dell’ANED tra cui Primo Levi (per il contenuto storico), Ludovico Belgiojoso (per la struttura) e dei maestri Pupino (Mario) Samonà pittore, Luigi Nono (per l’accompagnamento musicale) e del regista Nelo Risi, ancora parla a chi la sa ascoltare. Allo scopo di ottenere un suo recupero totale e di dimostrare la capacità dell’arte di raccontare con il proprio linguaggio la storia e nello stesso tempo di comunicare la memoria dei deportati, si è partiti dall’analisi storica dell’opera (Elisabetta Ruffini), dall’esperienza di un viaggio nel Lager dei lavoratori (Paolo Cuccello della Filca-Cisl) e dall’impegno dei ragazzi del corso di restauro di Brera, guidati dal loro professore (Sandro Scarrocchia). Si è concluso che il memoriale va difeso da ogni forma di revisionismo, di superficialità e da ogni semplificazione concettuale per i suoi contenuti.  In quanto opera d’arte, va protetto dalle ingiurie del tempo, necessariamente aggiornato nelle sue attuali modalità di comunicazione e arricchito nei contenuti laddove la storiografia contemporanea ne ha mostrato le insufficienze (Progetto “Glossa”). L’opera richiede, oltre a una cura costante da parte degli esperti, di potersi confrontare con lo sguardo attento e consapevole di un visitatore informato e rispettoso che si ponga di fronte alla realtà terribile del Lager non solo con il sentimento del dolore, ma con la guida della ragione.

Vera Michelin Salomon

 

Erano presenti all’incontro:
-COMUNE DI ROMA: il rappresentante del Sindaco, il rappresentante dell’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la rappresentante dell’Assessore alle Politiche Educative Scolastiche della Famiglia e della Gioventù;
-ISREC – Elisabetta Ruffini;
-ACCADEMIA DI BELLE ARTI BRERA – Sandro Scarroccia;
-ANED NAZIONALE Gianfranco Maris;
-ANED ROMA Vera Michelin Salomon;
-RAPPRESENTANTI DEI SINDACATI EDILI DONATORI DEL CONTRIBUTO AL “CANTIERE BLOCCO 21”.
A conclusione dell’incontro il professor Scarrocchia, direttore del corso di restauro dell’Accademia di Brera, che ha guidato gli allievi nei lavori di ripulitura e di valutazione dei danni nel “Cantiere Blocco 21” ha voluto presentare questa mozione che ha ricevuto l’approvazione unanime del pubblico presente in sala. Ve la proponiamo: 
Le organizzazioni che hanno sostenuto e finanziato il “Cantiere Blocco 21” convenute a Roma nella Casa della Memoria e della Storia il 12 giugno 2009 per la “Cerimonia di consegna dei fondi per la conservazione integrale e la valorizzazione del memoriale italiano di Auschwitz”

                                                                    r i c h i e d o n o
1. l’adozione/dichiarazione di vincolo di tutela del memoriale in quanto “bene culturale italiano” secondo l’istruttoria che ha guidato l’elaborazione del Progetto Glossa (approvato dal congresso Aned di Marzabotto, ottobre 2008) e come “monumento-documento” che ha contribuito in maniera originale alla identita’ storica di Auschwitz come luogo della memoria, museo e sito Unesco (dichiarazione 1979), come riconosciuto dalla direzione del museo stesso: “…la più antica tra le esposizioni di questo museo” (lettera all’ambasciata italiana 10 marzo 2009 l.dz.v-28/2618/09r.);
2. l’approvazione del governo italiano del Progetto Glossa istruito dall’ottobre 2008, pubblicamente presentato in vari convegni  specialistici ed eventi divulgativi (mostra di Fossoli nell’ex baracca recuperata, la Giornata della Memoria di Brera, mostra-convegno alla Facolta’ di Architettura di Reggio Calabria) e ufficialmente consegnato al Ministero dei Beni e le Attivita’ Culturali e alla direzione del museo di Auschwitz nel marzo dell’anno corrente.

  - ANED – NAZIONALE       ANED – ROMA
- ISREC DI BERGAMO – ACCADEMIA DI BELLE ARTI   BRERA– SCUOLA DI RESTAURO
- FILCA-CISL LAZIO E NAZIONALE – FILLEA CGIL – LAZIO E NAZIONALE
- FENEAL-UIL LAZIO E NAZIONALE


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