Archivi del mese: ottobre 2010

Incontro per le scuole nell’ambito della mostra fotografica “ALI BRUCIATE. I RAGAZZI DI SCAMPIA”

Questa volta  a raccontare la realtà di Napoli il giudice Francesco Cascini, direttore dell’ufficio ispettivo presso il dipartimento dell’amministrazione  penitenziaria. Ha svolto le funzioni di pubblico ministero a  , a Napoli dalla fine del 2001 al 2007, anche presso la  direzione distrettuale antimafia. Recentemente ha pubblicato un libro Storia di un giudice (Einaudi Stile libero, 2010) A seguire è intervenuta  Debora Pietrobono, già direttrice organizzativa del progetto Punta Corsara a Scampia e autrice di un volume che dà voce alla nuova drammaturgia italiana (Minimum Fax, 2009), la quale ha presntato alcuni spezzoni di video parlando dell’esperienza di un luogo divenuto un vero e proprio laboratorio artistico e sociale, unico nel panorama italiano. A raccontare Scampia anche l’associazione Chi rom e… chi no nata a Scampia nel 2002. Questa realizza inchieste audio-visive e laboratori ludico-espressivi di partecipazione attiva alla vita politica e sociale. Da 4 anni è impegnata nel progetto Arrevuoto, promosso dal Mercadante, Teatro Stabile di Napoli. La sede è una baracca in un campo rom non autorizzato di Scampia, spazio laboratoriale multifunzionale e autogestito, in cui si favorisce il confronto tra i vari attori sociali del quartiere e della città. Presente all’incontro anche Ferdinando Secchi dell’associazione Libera che ha illustrato l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni in progetti di legalità. Infatti, ad essere protagonisti di questo incontro sono proprio i giovani, che ci vengono raccontati attraverso gli scatti crudi e pungenti di Davide Cerullo, che ha realizzato le foto della mostra “Ali bruciate. I bambini di Scampia”.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Edizioni Paoline e coordinata da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura – Servizio Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Rai News.


ALLA CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA Incontro per le scuole nell’ambito della mostra fotografica “ALI BRUCIATE. I RAGAZZI DI SCAMPIA”

Scampia. Zona nord di Napoli. Terra della camorra, di faide, assassinii e morte. Ma anche zona di resistenza in una lotta spesso impari fatta con armi diverse; quelle che uccidono i corpi e quelle che animano le coscienze. Come le tante associazioni che stanno creando zone di cultura e resistenza alla camorra nel quartiere napoletano di Scampia.

Di questo si è parlato mercoledì 13 ottobre durante un incontro per le scuole alla Casa della Memoria e della Storia, dove era in corso la mostra “Ali bruciate. I bambini di Scampia”

All’incontro hanno partecipato Esposito e Maddalena Stornaiuolo, dell’associazione Vodisca, Voci di Scampia, un gruppo di ragazzi che non vuole tacere dopo la morte di Antonio Landieri, disabile 25enne freddato per errore dalla camorra. Da quest’anno l’associazione anima anche laboratori, incontri e seminari per produrre un teatro vivo, dal basso, giovane, moderno, innovativo, che possa essere libera espressione artistica e fonte di lavoro in uno dei quartieri col più alto tasso di disoccupazione. Durante l’incontro sono stati proiettati dei video, che raccontano più da vicino il quartiere. A commentarli è stato Daniele Sanzone, cantante degli ‘A67 band di Scampia, che ha al suo attivo molti premi e riconoscimenti, tra gli altri, si ricorda il Premio Siae per Demo nel 2004, mentre nel 2006 sono stati vincitori di Voci per la Libertà- Una canzone per Amnesty. Da sempre impegnati a sostegno dei diritti umani e contro tutte le mafie, gli ‘A67 sono cresciuti ideando anche programmi paralleli, collaborando sempre con molti e diversi artisti e realtà. L’ultimo progetto che hanno abbracciato è Scampia Trip (Edizioni Ad est dell’equatore), un libro, un cd, un video. Al dibattito ha preso parte anche Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)ESISTENZA nata a Scampia il 21 marzo del 2008 per dare la propria risposta alla illegalità e alla cultura camorristica attraverso corsi di formazione gratuiti per i ragazzi del quartiere. Infatti, ad essere stati protagonisti di questo incontro sono proprie le nuove generazioni, raccontate attraverso gli scatti crudi e pungenti di Davide Cerullo, che ha realizzato le foto della mostra “Ali bruciate. I bambini di Scampia”.

Foto che raccontano anche la storia di Davide Cerullo – un ragazzino finito nelle mani della camorra che ha deciso di voltare pagina e la cui storia è raccontata sul libro omonimo “Ali bruciate. I bambini di Scampia”, delle Edizioni Paoline, frutto di una lunga conversazione tra Alessandro Pronzato, prete e scrittore, e Davide Cerullo.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Edizioni Paoline e coordinata da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura – Servizio Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Rai News.


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