Archivi del mese: gennaio 2011

Settimana della Memoria Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

Cerimonia di consegna da parte dell’artista e scultore VINCENZO GAETANIELLO alla Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia della “STATUA LIGNEA raffigurante ANNE FRANK” (opera del 1965). Sono intervenuti GENNARO COLANGELO, VINCENZO GAETANIELLO e STEFANO GAMBARI.

A seguire  “POI SCESE LA NOTTE. VIAGGIO NELL’ORRORE DELLA SHOAH”, letture di testi con NICHOLAS GALLO quale voce recitante, accompagnato al violoncello da FABRIZIA PANDIMIGLIO. Drammaturgia a cura di GENNARO COLANGELO.

Iniziativa a cura della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

 


Settimana della Memoria Inaugurazione della mostra “QUOTIDIANI CLANDESTINI IN ITALIA”.

La mostra dei giornali clandestini della Resistenza ha lo scopo di fare conoscere al pubblico, e particolarmente agli studenti romani, i mezzi impiegati dai Partiti nella clandestinità per comunicare con la popolazione. Inoltre, tali mezzi servivano per informare sulle reali situazioni belliche occultate dalla stampa del regime fascista e per invitare la popolazione ad insorgere contro l’occupante tedesco. Questi cimeli rappresentano una testimonianza di un periodo tragico della nostra storia.Hanno introdotto la mostra VITTORIO CIMIOTTA e GUIDO ALBERTELLI. La mostra proseguirà fino al 19 febbraio 2011. Iniziativa a cura di FIAP con la collaborazione di Circolo Giustizia e Libertà di Roma, ANPPIA e il Servizio Spazi Culturali


Settimana della Memoria 2011 alla CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA MEMORIA FAMILIARE E MEMORIA COLLETTIVA

 MERCOLEDÌ 26 GENNAIO 2011

 CONVEGNO

In difesa degli ebrei di Grecia durante la Shoah

 Il contributo di due diplomatici in Grecia durante la II guerra mondiale: Sebastian de Romero Radigales,

Console di Spagna in Atene e Guelfo Zamboni, Console d’Italia in Atene

La giornata di studiha sviluppato un viaggio virtuale in uno dei luoghi rappresentativi della tragedia della Shoah, la Grecia, e in particolare Salonicco, una delle città europee che più di tutte ha subito la crudeltà di Hitler: dei circa 130.000 abitanti, infatti, 50.000 erano ebrei e solo in pochi riuscirono a salvarsi.

Testimonianza principale, la storia di due diplomatici che, durante la II guerra mondiale in Grecia, si prodigarono per salvare il maggior numero possibile di persone dalla furia nazista mettendo a rischio la propria carriera e agendo oltre il limite della legalità. I due consoli operarono parallelamente ma, in numerose occasioni, le loro strade si incontrarono con il fine comune di salvare delle vite umane.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto teso al recupero, alla valorizzazione e alla diffusione di documenti e testimonianze al fine di ricordare le vittime delle stragi naziste e di rendere nota l’opera di quanti, in condizioni di estrema difficoltà, si adoperarono per mettere in salvo dei loro simili dalle persecuzioni razziali. La conoscenza di tale opera è oggi  infatti di importanza vitale allo scopo di sensibilizzare le nuove generazioni e tenere in vita la Memoria Collettiva sulla Shoah.

Sono intervenuti durante la giornata il Prof. Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, Rettore della Libera Università Maria SS. Assunta, il Dott. Giampietro Ferrini, Vice-Presidente dell’Associazione Tincani  il Dott. Arrigo Levi, Consigliere per le Relazioni Esterne del Quirinale e S.E. Mordechay Lewy – Ambasciatore d’Israele presso la S. Sede 

Ha moderato il  Prof. Gennaro Colangelo, LUMSA – Roma

Durante il convegno inoltre sono stati effettuati i seguenti interventi:

•Gli ebrei di Salonicco; breve cronistoria accompagnata dalla proiezione di immagini della città e dei suoi abitanti: Dr.ssa Elena Colitto, Prof. Giampaolo Malgeri, LUMSA – Roma

•L’opera del console Sebastian de Romero Radigales per il salvataggio degli ebrei sefarditi di Grecia: Prof.ssa Matilde Morcillo Rosillo, Università di Castilla – La Mancha – Spagna

•Diplomazia e solidarietà. L’opera del console Guelfo Zamboni in favore degli ebrei di Salonicco: Prof. Giampaolo Malgeri, LUMSA – Roma

•Proiezione di una sequenza tratta dal film “Hotel Meina”, con la presenza del regista Maestro Carlo Lizzani

•Memoria familiare e Memoria Collettiva nella testimonianza di Elena Colitto, nipote del console Romero Radigales con interventi: Dott. Isaac Revah, Sig.ra Nina Benrubi, Sig.ra Lola Hassid

•Proiezione del documentario “50 italiani” sul console Zamboni  della Regista Flaminia Lubin

A cura dell’Associazione Luigia Tincani e la Libera Università Maria SS.Assunta – LUMSA, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Ex Deportati – ANED


MEMORIE D’INCIAMPO A ROMA Tornano in Italia gli Stolpersteine dell’artista tedesco Gunter Demnig

 

a cura di Adachiara Zevi

 Mercoledì 12 e giovedì 13 gennaio 2011

 dalle ore 9.30 alle ore 19.00 

A distanza di un anno, l’artista tedesco Gunter Demnig è tornato in Italia, per posizionare a Roma, il 12 e il 13 gennaio 2011,  54 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in 5 MUNICIPI: I Municipio (Centro Storico); II Municipio (Flaminio, Parioli, Pinciano, Salario, Trieste); III Municipio (Castro Pretorio, Nomentano, Tiburtino), XI Municipio (Appio, Ostiense, Ardeatino); XVII Municipio, (Borgo, Prati, Balduina) per ricordare deportati razziali e politici.

La seconda edizione di Memorie d’inciampo a Roma è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e promossa da: ANED (Associazione Nazionale ex Deportati), ANEI (Associazione Nazionale ex Internati), CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane, Museo Storico della Liberazione, e organizzato da Incontri Internazionali d’Arte.

A cura di Adachiara Zevi, si avvale di un Comitato scientifico composto dagli storici Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia e Michele Sarfatti.

 L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom e omosessuali.

 I primi Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia; da allora ne sono stati installati più di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi.

 L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (cm. 10×10). Li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, poiché di ottone lucente.  Su di essa sono incisi: nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.

 L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.

 Gli Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma discreto e antimonumentale, che diviene parte della città,  a conferma che la memoria non può risolversi in un appuntamento occasionale e celebrativo, ma costituire parte integrante della vita quotidiana.

 Come per la scorsa edizione, dopo l’installazione delle pietre, il progetto proseguirà con lo “sportello” aperto da Stefano Gambari presso la Casa della Memoria e della Storia, cui potranno rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di un Stolpersteine davanti alla loro abitazione. L’obiettivo è la costruzione di una grande mappa urbana della memoria.

 All’iniziativa è affiancato un progetto didattico: ogni Municipio, coadiuvato dal Progetto Memoria della Fondazione CDEC e dal Centro di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica  di Roma, dalla FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) – Sezione Roma e Regione Lazio, dall’Irsifar (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza), dalla sezione didattica del Museo Storico della Liberazione di Via Tasso, sceglie alcune scuole affidando loro la ricerca storica sui deportati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini di quel Municipio.

 Memorie d’inciampo a Roma è documentato nel sito: www.memoriedinciampo.it


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