II edizione Testi e Testimoni

Giunto alla sua seconda edizione, il progetto “Testi e Testimoni” evidenzia per quest’anno una linea di ricerca sui testi, emersa già durante il ciclo precedente, ossia quella di un’alternanza  tra “luce”  e “ombra”. Questo ha significato, da una parte, rileggere con una nuova attenzione testi letterari che hanno avuto molta visibilità, appariscenti e discussi, che hanno rappresentato umori e scenari del loro tempo, dall’altra ritornare anche su testi messi in ombra, poco frequentati, ma molto significativi rispetto alla loro epoca.

In questo senso abbiamo riproposto autori di successo come il Pier Vittorio Tondelli di “Un weekend postmoderno” e il Pier Paolo Pasolini di “Ragazzi di vita”, alternati a libri semi-dimenticati come “Aprire il fuoco” di Luciano Bianciardi e “La Bambolona” di Alba de Céspedes, ricordato dai cinefili per il film con Tognazzi protagonista. Si tratta quindi di autori di per sé stimolanti e in qualche modo mai assertivi, sempre un po’ ribelli alle categorizzazioni, molto consapevoli però dei problemi della società che hanno attraversato da attenti osservatori.

Tondelli, vero scrittore di culto della generazione degli anni Ottanta, i cui libri hanno ottenuto sempre un grande successo di pubblico accompagnato da molte polemiche, in “Un weekend postmoderno” raccoglie vari scritti in cui si racconta e descrive attraverso uno studio di mode, di musica, di tendenze letterarie e artistiche, la cronaca vera e propria degli anni ’80 in Italia. Pasolini, autore di fama che suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, ma anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti, nel romanzo narra le vicende di un gruppo di ragazzi appartenenti al sottoproletariato, tracciando il ritratto di una società allo sbando, in cui la famiglia è ormai smembrata e non costituisce più un sistema di valori, le scuole sono edifici che accolgono sfollati e il lavoro è rappresentato da piccoli espedienti per sopravvivere.

Opposti a questi due testi che riscossero grande interesse, si collocano “Aprire il fuoco” di Luciano Bianciardi e “La Bambolona” di Alba de Céspedes. Nel testo di Bianciardi, probabilmente il suo libro più difficile e sperimentale, che non raccolse molti consensi di pubblico e critica, lo scrittore trasfigura in un’ambientazione tra lo storico (Le Cinque Giornate di Milano) e il fantastico, le frustrazioni e le amarezze subite dopo il grande successo di Vita agra: le trappole dell’“industria culturale”, l’incomprensione e la chiusura della provincia, la turbolenta vita sentimentale, il ribellismo mai risolto; mentre ne “La Bambolona” Alba De Céspedes, autrice e intellettuale a tutto tondo, personaggio pieno di risorse, riluttante a farsi incasellare in schemi prefissati, descrive in tono critico l’evoluzione della società e del ruolo della donna attraverso la figura femminile di una ragazza all’apparenza innocente e ingenua, in realtà scaltra ed emancipata. Ed è proprio questo protagonismo al femminile che ha spesso condotto all’equivoco d’inserire l’opera della Céspedes nel contesto di quella che viene convenzionalmente definita letteratura rosa, mentre l’opera di questa scrittrice, per contro, non è assolutamente assimilabile a generiche etichette e si dimostra invece piena di una consapevolezza acuta e autorevole.

In questi “testi” si è cercato quindi di individuare una scrittura che risulti fonte di spaesamento in quanto capace di  mettere l’accento sul non ordinario, sul non consueto,  sui veri flussi della storia, dando luogo quindi a una percezione del contemporaneo, che non è una memoria ordinata, logica e scontata.

E anche nella lettura ad alta voce di alcuni brani si è cercato di evidenziare che c’è anche un valore di performance nella memoria; la memoria infatti non è celebrazione ma ricordo attivo e vitale, “ricostruzione” di dinamiche intellettuali.

Un ultimo aspetto che ci sembra significativo sottolineare è che nel confronto tra memoria e scrittura non deve mancare il confronto con la memoria digitale che crea da una parte un contrasto apparentemente insanabile con la scrittura letteraria mentre dall’altro avvia un profondo scambio sul tema della scrittura, consentendo ai giovani di riappropriarsene usando le tecnologie come avviene, ad esempio, con i blog.

 


Stefania Fabri

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