Il genocidio degli Armeni. Un incontro e una mostra alla Casa della Memoria e della Storia

Nel pomeriggio del 22 aprile, a cura dell’ANED, un folto pubblico ha assistito ad un incontro di amicizia e di reciproco riconoscimento con la Comunità Armena depositaria di un passato doloroso quanto segreto. Abbiamo voluto promuoverlo come contributo alla demolizione del muro di silenzio e di negazionismo che ha circondato per tanti anni la storia del genocidio  di un intero popolo, gli Armeni dell’Anatolia e di un intero periodo storico, delle responsabilità nascoste, dei legami progettuali e politici con altri genocidi più recenti condotti nel cuore dell’Europa ai quali noi solitamente rivolgiamo la nostra attenzione e i nostri lutti.

“Storie senza storia” era il titolo dell’incontro, mutuato dal titolo del documentario che ha fatto da cornice non soltanto visiva, alle parole pronunciate in ringraziamento dal portavoce della Comunità Armena Robert Attarian, alla lettura di poesie e brani di letteratura armena di Camillo Sanguedolce, alla narrazione storica di Marco Tosatti, giornalista e autore di libri sulla storia degli Armeni e sul  genocidio etnico di questo popolo e l’esilio definitivo dei pochi superstiti. Nella sua accattivante e documentata lezione ci ha aiutati a penetrare anche nel buio delle responsabilità e nei perché della rimozione e delle lacune nella cultura storica europea. Proprio questo è stato il tema dell’indagine condotta da “Storie senza storie”, documentario proiettato per la prima volta a Roma. Oltre alle immagini strazianti e terribili dolorosamente comuni a quelle dei lager nazisti, della Cambogia, del Kosovo, i giovani autori Federico Rorato e Paolo Facco, presenti all’incontro, hanno voluto sondare, con interviste a studenti, a cittadini di età varie, cosa emerga di conosciuto,  nella loro memoria intorno alla tragedia  del popolo armeno. Purtroppo è emersa la conferma che la lacuna nella storia europea ha prodotto ignoranza dell’evento e persino ignoranza sulla collocazione geografica del territorio in cui questa si è compiuta. Si può concludere che tale lacuna ha fatto passare sotto silenzio i molti episodi di donne e uomini turchi “nemici” che hanno compiuto, sfidando spesso la morte, atti di pietà verso i perseguitati, che hanno contribuito alla salvezza di bambini e famiglie intiere. Anche “i giusti” sono così stati avvolti dal silenzio.

Vera Michelin Salomon

 

Mostra fotografica “Armin T: Wegner e gli Armeni in Anatolia” immagini dell’eccidio. Aperta dal 6 (inaugurazione) fino al 16 maggio con orario 9.30 – 18.30

 

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