L’Europa tra passato e futuro

La Casa della Memoria e della Storia pone una particolare attenzione alle nuove generazioni, sia attraverso la costante collaborazione con le scuole, sia realizzando iniziative di formazione volte a sollecitare nei giovani interesse per il passato e capacità di riflessione sul presente.
Un tema che di recente è stato al centro di diverse iniziative dell’Irsifar – rivolte sia a studenti liceali che a giovani del servizio civile – ha riguardato la storia dell’Unione europea.
Nel manifesto per l’Europa del 1950, Robert Schuman così prefigurava la costruzione dell’Unione Europea: “L’Europa non può farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme. Essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino innanzitutto una solidarietà di fatto”.
Lo stesso tema è stato ripreso di recente da Tzevetan Todorov: “Non dobbiamo pensare all’Europa con la mentalità degli ingegneri. L’Europa è un bricolage fatto da artigiani e umanisti che mettono insieme materiali antichi per costruire qualcosa di nuovo”. I “materiali antichi” rimandano ad una tradizione culturale comune, forse l’aspetto migliore della storia europea: una cultura comune aperta che non esclude le diversità ma le presuppone, una continua mediazione tra influenze e tendenze culturali diverse che hanno formato la civilizzazione e il patrimonio comune dell’Europa. Nel passato essa è stata terra di contrasti, di conflitti, di sopraffazioni, ma la sua realtà si è venuta definendo anche attraverso questo processo di unità nella contaminazione.
Il modello europeo di integrazione si fonda infatti sul principio base del riconoscimento della diversità/alterità e questo modello rappresenta la risposta europea al problema che la globalizzazione pone al mondo contemporaneo. Infine ci sollecitano a guardare al futuro le parole di un giovane diplomatico italiano esperto di Balcani: “Penso che l’Europa continuerà a esistere se non si dimentica che essa è soprattutto, un grande esperimento di pace, una conquista meravigliosa (…) Una ricetta contro gli abusi, le prevaricazioni, le oppressioni (…) Un’area di libertà dove i nemici di ieri utilizzano la stessa moneta, condividono le stesse leggi, competono su un mercato più grande, si muovono liberamente, leggono ciascuno i giornali dell’altro, vedono film e ascoltano canzoni ognuno nella lingua dell’altro (…) Dove si impara a crescere guardando al di là delle frontiere, assetati di novità e diversità.” (Fernando Gentilini, Infiniti Balcani, Pendragon, Bologna, 2007).

Annabella Gioia

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