Cinema, storia e… il Sud

Si è appena conclusa la quarta edizione della serie “Cinema, storia e…” dedicata al Sud, svoltasi dal 21 al 23 maggio con la formula consueta di associare film di fiction e documentari.
La scelta del tema è nata dalla necessità di riaprire una riflessione sul nostro meridione di cui oggi, purtroppo, si parla prevalentemente in relazione alla criminalità organizzata e al deficit di legalità.
Problemi sui quali la Casa della Memoria e della Storia continua a dare grande attenzione, basti ricordare la giornata di lettura corale ad alta voce del libro di Roberto Saviano, “Gomorra”, che ha visto, nello scorso 21 ottobre, una partecipazione di cittadini e un grande coinvolgimento emotivo.
Nel nostro Sud permangono i problemi non risolti di arretratezza economica che, in questi ultimi anni, sono stati rimossi con l’emergere della “questione settentrionale” e quindi con la divisione del Paese, fenomeni che hanno avuto come effetto l’inabissarsi della “questione meridionale”.
Una rassegna cinematografica potrebbe riaccendere l’attenzione, i film e i documentari proposti sono stati girati in anni diversi, dal 1954 al 2007, un ampio spettro di immagini e di rappresentazioni sulla storia ma anche sulla cultura del meridione: Salvatore Giuliano, di Francesco Rosi (1962) racconta la Sicilia del dopoguerra, il separatismo e i rapporti tra mafia, banditismo e potere politico. I cento passi, di Marco Tullio Giordana (2000), parla sempre di mafia e potere, ma con gli occhi di un militante politico degli anni settanta, Peppino Impastato e la sua sfida al boss mafioso Tano Badalamenti. Un altro film del 2000, Sangue vivo di Edoardo Winspeare, si svolge in Salento, un’immagine vera e drammatica di un luogo in cui il tema della mafia locale si intreccia all’immigrazione clandestina ma anche alla musica e alla cultura salentina.
E di cultura parlano i lungometraggi di Vittorio De Seta, girati dal 1954 al 1959, una preziosa testimonianza di riti, usanze e saperi ormai scomparsi di una realtà che ha subito “uno sviluppo senza progresso”. Un documentario più recente, Biùtifull Cauntri, di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero (2007), affronta il tema dell’emergenza rifiuti e dell’inquinamento in Campania, un territorio dove sono presenti 1.200 discariche abusive di rifiuti tossici, sullo sfondo una camorra imprenditrice che provoca morti lente nel tempo.
Dunque una serie di lavori che descrivono una realtà mutata e che ci restituiscono in tutta la loro complessità i problemi irrisolti, ma nello stesso tempo ci aiutano a capire come sono cambiati i diversi meridioni d’Italia.

Annabella Gioia

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