DOPPIA VISIONE – FRAMMENTI DI MEMORIE

Nel mondo attuale sempre più persone si spostano, migrano: qualche volta per scelta od opportunità, molte volte per necessità, per sfuggire a situazioni estreme di povertà o intolleranza razziale e politica. Nel nostro mondo sempre più persone vivono in bilico tra la realtà della vita nel luogo dove sono approdati e la memoria del luogo d’origine. Memoria che si trasmette sia verbalmente che con i colori e le immagini. Ma questa memoria – che ci dà continuità e saggezza, un senso di appartenenza e di equilibrio – è fragile, ci mette poco ad essere persa; perciò va coltivata con passione ed intensità. Il metro di giudizio di ogni frammento di memoria deve essere equo e senza pregiudizi; e in questo paese che ha visto in passato migliaia di uomini e di famiglie partire e ora vede migliaia di poveri che cercano disperatamente di raggiungere le nostre coste come meta di una vita sognata, bisogna ricordare chi è partito e rispettare i ricordi di chi arriva.
È in questo contesto che le fotografie di Liana Miuccio sono ancora più significative. Attraverso la ricerca nella memoria di una singola persona possiamo intravedere e capire, persino partecipare nel dramma di tanti. Con la lucida visione di un occhio sapiente e di una mente colta che guarda, senza sentimentalismi, la Miuccio indaga la storia della sua famiglia per meglio capire se stessa e lasciare una traccia per il futuro. Una famiglia a metà italiana da parte di madre, e a metà italo-americana da parte del padre. Metà a Roma e l’altra metà a New York ma con origini in Sicilia. La memoria di Liana Miuccio è fatta anche di un confronto tra mondi diversi, tra i due lati dell’Atlantico tra i quali si sposta, ed oltre la memoria c’è anche una riflessione personale sull’appartenere a due mondi.
La mostra presenta opere che appartengono a due fasi distinte. Nella prima la Miuccio è alla ricerca del proprio passato; nella seconda si interroga sulle sensazioni e sul significato di appartenere a due mondi vivendo tra l’uno e l’altro.
Per chi vive una dualità, il tentativo ultimo è forse quello di creare un’unione, una fusione tra le due parti di sé; di cercare di fare di due cose una cosa sola, rincollando i frammenti della propria memoria pur mantenendoli integri e distinti. Per questo sforzo e per la semplice bellezza della sue immagini dobbiamo essere grati a Liana Miuccio.

Roberto Caracciolo, Curatore della mostra

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