Abruzzo, la memoria e la speranza

Lunedì 13 luglio l’Irsifar e il Circolo Gianni Bosio hanno presentato sulla terrazza della Casa della Memoria e della Storia un percorso attraverso immagini e musiche intitolato Abruzzo, la memoria e la speranza, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla regione ora che, terminato il G8, la cronaca tende nuovamente ad allontanarsene perché tutto sembra rientrare lentamente nella “normale” difficoltà della ricostruzione. Attraverso i filmati realizzati dall’Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese (link a http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/39071UTE0600/M/25001UTE0803) dell’Università di Teramo Andrea Sangiovanni, accompagnato alla fisarmonica da Alfredo Messina, ha guidato gli spettatori alla ricerca di un Abruzzo lontano nel tempo da quello sconvolto negli ultimi mesi dalle scosse ma ad esso in qualche modo contiguo. Si è deciso infatti di non guardare l’Abruzzo solo attraverso la lente del sisma, ma attraverso la memoria e la storia, due chiavi interpretative che potranno aiutare una ricostruzione fondata sul confronto con la propria identità. La ricostruzione infatti non può essere solo fisica, non può limitarsi ai manufatti, ma deve interessare anche un tessuto civile ed umano che è stato toccato nel momento in cui le case, il luogo simbolo della stessa stabilità individuale e familiare, sono crollate: le cronache ci raccontano che quando i primi aquilani sono potuti rientrare nelle loro case per prendere poche cose, hanno scelto oggetti apparentemente superflui (un libro di fotografie, un orsacchiotto, un libro…) che però, in qualche modo, contenevano frammenti della loro storia, tracce della loro identità (è la storia che ci racconta anche il saggio finale degli studenti dell’Accademia dell’immagine de L’Aquila, L’essenziale è invisibile agli occhi – link a http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=34967&ref=search). Attraverso filmati costruiti con i super8 donati dalle famiglie abruzzesi, l’Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese ha raccontato le molte identità dell’Abruzzo, dall’apparente immobilità del mondo contadino all’evoluzione delle città, dalle vicende paradigmatiche di un paese dell’entroterra montano alle storie degli emigranti fino ad arrivare ad un ricordo de L’Aquila che è al tempo stesso un auspicio per il futuro.

 Andrea Sangiovanni

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