La mostra “Da Cannes a Tarnopol”

La mostra “Da Cannes a Tarnopol” racconta la storia di due giovani ufficiali, Francesco Piero Baggini (1914-2000) e Michelangelo Perghem Gelmi (1911-1992), che dopo l’8 settembre 1943 condivisero l’esperienza della prigionia nei campi di concentramento tedeschi: una vicenda comune a più di 600.000 italiani.
Catturati a Grasse, in Francia, i due ufficiali vennero inizialmente trattenuti nell’Hotel Martinez di Cannes, poi, dopo un lungo viaggio in treno, passando per Quers, Tolone, Digne, Eberbak, Norimberga, Markdorf, Tarnow e Leopoli, il 23 ottobre 1943, fecero il loro ingresso nel lager di Tarnopol (Ucraina).
L’esposizione raccoglie una parte dei disegni realizzati dall’artista trentino Michelangelo Perghem Gelmi durante il viaggio e la prigionia, accompagnati dagli intensi commenti del suo compagno Francesco Baggini, professore di filosofia a Sondrio. La mano dell’artista ha immortalato con sconcertante espressività i paesaggi scorti dal finestrino del treno o nelle brevi pause prima di ripartire, insieme ai volti e ai gesti degli altri commilitoni.
Nel campo di Tarnopol (Ucraina), il “diario disegnato” da Perghem Gelmi e arricchito dalle riflessioni di Baggini annota la minacciosa altana tra il filo spinato, le baracche, i momenti di vita in comune, il misero pasto, i passatempi dei militari prigionieri. Una “cronaca” per immagini e parole in cui la sofferenza degli uomini è resa viva dalle smorfie e dagli sguardi dei personaggi ritratti.
“Durante il giorno – ricordava Perghem Gelmi nel 1986 – disegnavo e disegnavo, dedicandomi anche a dei paesaggi all’acquerello, guardando oltre il filo spinato che ci impediva di evadere fisicamente. La mente era oltre a spaziare nei cieli e nelle campagne circostanti”.
I disegni, scampati alle perquisizioni e realizzati con i pochi mezzi a disposizione, costituiscono una testimonianza di straordinario valore storico.
Trenta anni dopo quella triste e incancellabile esperienza comune, Baggini e Perghem Gelmi decidono di consegnare alla memoria la loro testimonianza.
Nasce così “Da Cannes a Tarnopol”, un volume-reportage di grande formato in cui vennero raccolti i disegni originali di Perghem Gelmi, realizzati tra l’8 settembre e l’8 dicembre 1943, commentati dalle annotazioni dell’amico Baggini.
Dall’amore di un nipote, Mauro Baggini, verso suo nonno e da quello di un figlio, Mario Perghem Gelmi, a distanza di altri trenta anni, è sorto un nuovo progetto: ripubblicare quel libro, raccogliendo contributi di studiosi sulla questione degli I.M.I. e organizzare una mostra con le tavole originali del volume del 1975.
Un’esposizione dall’altissimo significato documentale e storico che si inoltra anche nel significato di due scelte diverse: quella di Baggini di rimanere nel campo e la scelta di Perghem, a un certo punto, di “optare”, nell’unica speranza di tornare finalmente a casa.
Quello presentato è un racconto che non vi chiederà giudizi, ma attenzione, perché come scrisse Baggini: “l’arte ha vinto. L’arte supera le passioni, i partiti; l’arte vince ove la forza cede”.

Annalisa Venditti, cordinatore scientifico della mostra

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Articoli sugli eventi, Articoli sulle mostre. Contrassegna il permalink.