I testi della III edizione di Testi e Testimoni

Il mio cuore riposava sul suo di Lara Santoro

Nel romanzo “Il mio cuore riposava sul suo” (Edizioni E/O, 2009), la protagonista è Anna, una reporter innamorata dell’Africa, divisa tra l’impegno umanitario e due uomini che ama per motivi diversi e su cui non sa decidere. E’ una donna particolare con un brutto carattere, alimentato dal pericoloso vizio del bere; vivendo sempre al limite, incontra tutti i mali dell’Africa e si lega moltissimo a Mercy, la sua donna di servizio africana, che diverrà sua grande amica e maestra di vita. Mercy affronterà, sostenuta da Anna, una memorabile battaglia delle donne africane contro l’industria farmaceutica che specula sull’Aids e nega i farmaci salva-vita.

Il Nazista & Il Barbiere di Edgar Hilsenrath

Il libro (Marcos y Marcos, 2006) racconta la storia paradossale ma non troppo di Max Schulz, figlio di prostituta e vittima di un patrigno perverso. La vita di Max sarebbe ben triste se non fosse per il suo migliore amico, Itzig Finkelstein, figlio di un ricco barbiere. La famiglia di Itzig è colta, accogliente, ricca di tradizione. Un luogo caldo per Max Schulz, che partecipa ai canti dello Shabbat, frequenta la sinagoga, mastica persino un po’ di yiddish. Quando Hitler prende il sopravvento, Max Schulz si arruola nelle SS e impara il mestiere non facile dello sterminatore. Comunque il lavoro è lavoro e Max Schulz, molto professionalmente, si occupa di persona anche dello sterminio dell’amico Itzig e famiglia. Ma le cose cambiano sempre, e presto tocca a Max Schulz darsela a gambe, tallonato da russi e partigiani.

 La moglie di Joza di Kveta Legátová
Nel libro “La moglie di Joza” (Nottetempo, 2007) si racconta la storia in tempi di nazismo dell’esilio di una giovane dottoressa in mezzo a gente semplice in un luogo sperduto. Sfuggita alla Gestapo, nella Cecoslovacchia in guerra, Eliška si rifugia in un minuscolo villaggio montano, Zelary. Per nascondersi è costretta a sposare lo “scemo” del villaggio, Joza. Comincia così per lei una vita drammaticamente nuova, catapultata in una casupola dal pavimento di argilla, con un povero falegname per marito, in un paese ostile e incomprensibile. Ma a poco a poco le cose cambiano, la protagonista impara ad apprezzare chi la sta proteggendo, il paese prende vita, mentre fra lei e il marito si crea un legame discreto e fortissimo.

Tutti i sognatori di Filippo Tuena
Nel romanzo “Tutti i sognatori” (Fazi Editore, 1999) è Roma nel 1943 al centro dell’attenzione. Una famiglia borghese di origine elvetica assiste da una posizione di neutralità agli sviluppi della guerra in corso: la vita, nella sua routine quotidiana, procede comunque e il conflitto mondiale sembra quasi altrove, mai davvero minaccioso e letale. Su questo sfondo storico, accuratamente ricostruito, si svolgono le vicende di Luca e Maria. Luca, giovane e abile antiquario che fa fortuna grazie a principi decaduti e marescialli delle SS, arriva a una drastica presa di coscienza, esistenziale prima che politica, che lo condurrà a una lotta solitaria e rabbiosa contro chi opprime la città. Maria, invece, risponde evadendo in una dimensione di sogno dove la morte e la sofferenza non possono arrivare.

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