Introduzione al catalogo di Testi e Testimoni – II edizione

Allorché non prescriva addirittura un giuramento, l’atto del testimoniare rileva di una presenza diretta nel luogo e nel tempo in cui si sarebbe svolto un fatto. L’esserci stati davvero, lì e allora, significa poter narrare un avvenimento, un’atmosfera, un luogo. Rileggere un libro diventa l’occasione di rivisitare la nostra memoria storica e allo stesso tempo attualizzarla. Sta in ciò la forza di “Testi e Testimoni”, un’iniziativa curata dal Servizio Spazi Culturali e dall’Ufficio Comunicazione del IV Dipartimento, che questo Assessorato sostiene con convinzione.
Viviamo purtroppo in un‘epoca in cui la diceria e il pettegolezzo spadroneggiano a discapito di ogni forma seria di documentazione e di dimostrazione. Vent’anni fa Jean-Noel Kapferer pubblicava Le voci che corrono. I più antichi media del mondo, un saggio in cui già allora si lamentava la progressiva perdita della verità storica. È altresì positivo che, in aperta controtendenza, una manifestazione come questa cerchi di collegare lo scritto al parlato in un’unica narrazione, così da reintrodurre il significato e la forza delle parole vissute.
L’essere esistiti nel racconto che viene offerto al lettore e all’ascoltatore rappresenta del resto la condizione imprescindibile dell’esperienza, e cioè quella concreta adesione a un piano di realtà senza la quale tutto sfumerebbe in un chiacchiericcio inutile, in un dialogo tra orecchianti. Naturalmente sono i libri a dar corpo all’oralità: vale per Massimo Rendina intervistato da Gianni Bisiach, vale per i Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini, vale per il grande romanzo di Pier Vittorio Tondelli. Al libro torna chi vive e chi legge, nel libro è trascritto e trasognato ogni fatto.
Questa seconda edizione in particolare ci narra di storie che appartengono interamente alla nostra cultura e alla nostra società: dalla Resistenza al Postmoderno, dalle lotte studentesche alla condizione giovanile, dalle fatiche del dopoguerra al formarsi della media borghesia italiana. E tutto questo, grazie alla voce viva dei testimoni, rivela la vera storia di un Paese e del suo popolo. Senza finzioni, senza spettacolo.

Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione
Comune di Roma
Umberto Croppi

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Articoli sulle Rassegne. Contrassegna il permalink.