“De/Portees”

Il progetto “De/Portees”

Il progetto “De/Portees” consiste in una installazione “site specific” per la Casa della Memoria e della Storia composta da una videoproiezione multiscreen in memoria degli Italiani deportati. L’opera è stata realizzata dal noto artista statunitense Jack Sal (Waterbury, Connecticut 1954, vive tra New York e l’Italia). Il progetto  è stato ideato e presentato in anteprima all’Istituto Italiano di Cultura di New York lo scorso gennaio, e si è concretizzato  alla Casa della Memoria e della Storia di Roma in aprile.

Un americano un po’ italiano, l’artista concettuale minimalista presenta tre diversi elenchi che rappresentano la sconvolgente entità numerica delle persone e dei luoghi coinvolti dalla deportazione nazista in Italia: dei campi italiani, dei deportati e dei luoghi in cui sono stati arrestati. Usando i colori primari, associati all’idea della proiezione video su schermi di dimensione ridotta, più una ripresa video dell’elenco dei deportati e la lettura di un testo di Primo Levi “lo spettatore entra nello spazio buio, in cui i punti di luce, le immagini e informazioni operano una dislocazione da un tipo di informazione all’altra”: così spiega Sal la sua installazione.

Il binomio Arte e memoria è alla base di questo progetto artistico che usa la video arte per rappresentare i deportati dall’Italia nei campi di concentramento nazisti. Il tutto a livelli molto minimali per non inficiare il messaggio. Molti non sanno, infatti, che furono un centinaio i campi di raccolta per la deportazione sparsi su tutto il territorio italiano e che, pur non essendo campi di sterminio, la destinazione delle persone che vi transitavano era comunque Auschwitz. Questi “campi sotto casa” sono luoghi di cui si è perso il ricordo e su cui il progetto artistico De/Portees interviene con un monito  alla memoria collettiva sottolineando l’inattendibilità del mito popolare di un’Italia innocente dell’orrore della deportazione, costretta solo a collaborare con i suoi alleati tedeschi/nazisti. La notevole quantità dei campi italiani e di persone deportate e arrestate smentisce drasticamente l’idea della mancanza di responsabilità. Oltre al campo più conosciuto di Fossoli-Carpi, in Emilia Romagna, furono centinaia i luoghi, parte di una catena all’interno del meccanismo di rastrellare, arrestare e deportare cittadini italiani e non, e abbandonarli al loro destino.

 

Chi è Jack Sal

E’ un artista concettuale minimalista, nel 1976 ha conseguito il Bachelor of Fine Arts al Philadelphia College of Art e nel 1978 il Master of Fine Arts  presso l’Art Institute di Chicago. Nel suo lavoro c’è un riferimento costante alla storia e preistoria della fotografia, in particolare alla tecnica del cliché-verre. “Il suo uso creativo e idiosincratico della carta fotografica assieme alla sua tecnica di mark making sono le coordinate attraverso cui introduce nel suo lavoro i concetti di luogo e tempo.” – scrive di lui Alessandro Cassin – “Le sue site specific insallations testimoniano il suo interesse nell’interazione tra opera d’arte e contesto architettonico, psicologico e sociale. Per Sal l’opera d’arte è la manifestazione tangibile di un’azione. I suoi oggetti, sculture, pitture e installazioni, sovvertono i presupposti tradizionali dell’arte, forzando lo spettatore a espandere le proprie aspettative su cosa sia e come funziona il processo di fruizione di un’opera d’arte”.

Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di numerosi musei, tra cui: Museum of Modern Art di New York; Ludwig Museum di Köln; Museum moderner Kunst di Vienna; Detroit Institute of Art; Yale University Art Gallery di New Haven; International Center of Photography/ICP di New York; Haags Gemeentemuseum The Hague (Olanda); Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo; Museum of Contemporary Photography di Chicago; Stedelijk Museum di Amsterdam; Bibliotheque Nationale di Parigi; Israel Museum di Gerusalemme; Baltimore Museum of Art di Baltimora; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; International Museum of Photography/GEH di Rochester (Usa); American Academy di Roma; Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, e in tanti altri musei privati e pubblici soprattutto negli Stati Uniti, Germania e Italia.

Dal 2009 espone alla Zone Contemporary Art di New York.

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