Incontro per le scuole nell’ambito della mostra fotografica “ALI BRUCIATE. I RAGAZZI DI SCAMPIA”

Questa volta  a raccontare la realtà di Napoli il giudice Francesco Cascini, direttore dell’ufficio ispettivo presso il dipartimento dell’amministrazione  penitenziaria. Ha svolto le funzioni di pubblico ministero a  , a Napoli dalla fine del 2001 al 2007, anche presso la  direzione distrettuale antimafia. Recentemente ha pubblicato un libro Storia di un giudice (Einaudi Stile libero, 2010) A seguire è intervenuta  Debora Pietrobono, già direttrice organizzativa del progetto Punta Corsara a Scampia e autrice di un volume che dà voce alla nuova drammaturgia italiana (Minimum Fax, 2009), la quale ha presntato alcuni spezzoni di video parlando dell’esperienza di un luogo divenuto un vero e proprio laboratorio artistico e sociale, unico nel panorama italiano. A raccontare Scampia anche l’associazione Chi rom e… chi no nata a Scampia nel 2002. Questa realizza inchieste audio-visive e laboratori ludico-espressivi di partecipazione attiva alla vita politica e sociale. Da 4 anni è impegnata nel progetto Arrevuoto, promosso dal Mercadante, Teatro Stabile di Napoli. La sede è una baracca in un campo rom non autorizzato di Scampia, spazio laboratoriale multifunzionale e autogestito, in cui si favorisce il confronto tra i vari attori sociali del quartiere e della città. Presente all’incontro anche Ferdinando Secchi dell’associazione Libera che ha illustrato l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni in progetti di legalità. Infatti, ad essere protagonisti di questo incontro sono proprio i giovani, che ci vengono raccontati attraverso gli scatti crudi e pungenti di Davide Cerullo, che ha realizzato le foto della mostra “Ali bruciate. I bambini di Scampia”.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Edizioni Paoline e coordinata da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura – Servizio Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Rai News.

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