Presentazione catalogo di Testi e Testimoni 2010

Testi e Testimoni, ormai alla terza edizione, ha un suo particolare profilo nel panorama delle iniziative nella Casa della Memoria e della storia, si tratta di una rassegna che utilizza, o meglio “mette in scena”, alcune fonti della storia finalizzate non alla ricerca ma al piacere dell’ascolto e della visione. Le storie di vita dei testimoni, la letteratura e le proiezioni video hanno scandito incontri intensi capaci di evocare eventi e nodi importanti del Novecento, ma al tempo stesso sono state piacevoli occasioni di intrattenimento, un esempio di come l’impegno culturale possa tradursi in eventi di qualità e in momenti di riflessione sul passato e sul presente. Una riflessione sollecitata non solo dalla memoria ma anche dai testi letterari e dai video.

I 12 incontri, svolti dal settembre 2009 al marzo 2010, hanno tracciato un percorso interessante che, visto nel suo insieme, ci riporta a momenti cruciali della storia del nostro paese come pure agli scenari internazionali.

La prima testimonianza, che ha aperto il ciclo degli incontri,  è stata quella di Rosetta Stame, figlia del martire delle Fosse Ardeatine Nicola Stame, tenore  e antifascista. Intervistata da Roberto Olla  ha ricostruito la storia  di un dolore che dall’età di 6 anni non l’ha più abbandonata ed ha segnato la sua vita e poi il suo impegno nell’ANFIM che continua ancora oggi. Altre due testimonianze ci hanno restituito una storia più recente e, soprattutto, un’altra immagine della capitale.

La prima ci parla della storia della Comunità di S. Egidio attraverso il racconto di Mario Marazziti, uno di quei giovani che nel 1968 prendevano “l’autobus al contrario”, cioè dal centro alle periferie per andare a fare scuola ai ragazzi delle borgate. Un impegno che nel corso degli anni è cresciuto e si è moltiplicato in tante direzioni: dalla solidarietà verso gli emarginati alla difesa dei diritti umani, dalla battaglia per l’abolizione della pena di morte fino alla dimensione internazionale per la pacificazione tra i paesi africani in guerra, una sorta di diplomazia parallela.

Un’altra storia sulla periferia romana è stata raccontata da don Roberto Sardelli che, sollecitato da Alessandro Portelli, ha ricordato gli anni del suo impegno tra i baraccati dell’Acquedotto Felice, dove scelse di vivere e dove fondò la “Scuola 725”. Una scuola come occasione di riscatto per quei ragazzi che poterono cambiare la loro condizione, infatti, come dice don Sardelli, “alla vergogna di abitare nelle baracche subentrò la dignità, al silenzio il grido.” Su questa stessa esperienza è stato proiettato nella rassegna video il bel documentario di Fabio Grimaldi “Non tacere” girato in occasione dell’incontro, avvenuto nel 2007, tra don Sardelli e i suoi ex allievi. Sono testimonianze che ci sollecitano anche  a riflettere sulla sfida della convivenza nelle città in tempi di nuove immigrazioni.

Uno scenario diverso viene evocato dal racconto di Michele Wegner che parla di suo padre, Armin Wegner  inviato tedesco in Medio Oriente durante la Prima guerra mondiale dove fu testimone oculare del genocidio degli Armeni. Poi incarcerato da Hitler per aver denunciato la campagna antiebraica, insignito del titolo “Giusto tra le Nazioni”, ora le sue ceneri sono state portate in Armenia e tumulate nel “Muro della Memoria”.

A queste storie di vita si sono alternati gli incontri sui testi letterari, un altro modo per raccontare il passato e un’altra fonte possibile per la storia. Se per i testimoni è la memoria diretta a rendere intenso e partecipe l’ascolto qui è la lettura degli attori a creare un’atmosfera e un’attenzione particolari. Anche la scelta di opere di autori contemporanei è significativa e coerente con il progetto generale: i testi di Edgar Hilsenrath e di Filippo Tuena che rimandano in modi diversi agli eventi della Seconda guerra mondiale, e poi i testi di due scrittrici, Laura Santoro ed Kveta Legàtovà, due esempi di protagonismo femminile in contesti diversi: l’Africa contemporanea e l’Europa durante il nazismo. E’ infine importante che un progetto come questo abbia inserito una sezione di video, sguardi diversi sul passato e sul mondo; le immagini e i filmati sono diventati anche per gli storici  fonti e strumenti indispensabili per capire la contemporaneità. Dunque il catalogo di Testi e Testimoni non poteva rinunciare alle immagini e il Dvd allegato ne ricostruisce il percorso, ci mostra i volti, le sensazioni di chi racconta, le atmosfere della lettura e degli incontri, una memoria visiva della rassegna, ma anche una sollecitazione per pensare a proposte e a future edizioni.

di Annabella Gioia

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