A noi fu dato in sorte questo tempo

Il Giorno della memoria ci invita a riflettere sul nostro rapporto con il passato per trasformarlo in uno strumento di interrogazione sul presente. Una riflessione che dovrebbe coinvolgere in modo particolare il mondo della scuola con l’intento di accrescere nelle giovani generazioni la conoscenza e la consapevolezza del passato, un patrimonio indispensabile per vivere con responsabilità il presente. Pensando a queste finalità l’Irsifar ha inserito tra le altre attività per il 27 gennaio la proiezione di “A noi fu dato in sorte questo tempo” un film, a cura di Alessandra Chiappano, che ricostruisce la storia di amicizia di un gruppo di ragazzi ebrei, intellettuali o studenti appena laureati. Una storia di giovani come tanti altri ai quali però, come dice uno di loro: “fu dato in sorte questo tempo”. Le loro storie si incrociano infatti con la “grande storia”: il fascismo, la legislazione antiebraica, la guerra,la Resistenza, la deportazione. Il film rende conto dei percorsi di vita, della loro amicizia, degli amori: sono giovani torinesi che avevano in comune la passione per la montagna, la loro vita normale viene sconvolta dalle leggi del 1938 che li esclude dalla scuola, dagli impieghi e li priva dei diritti fondamentali.

Proprio a partire da questa esclusione il gruppo comincerà ad interrogarsi sul significato del loro essere ebrei e il luogo di incontro per queste riflessioni saràla Bibliotecadella scuola ebraica di Torino dove si ritrovano periodicamente per discutere e confrontarsi.

I loro nomi sono Emanuele Artom, Primo Levi, Luciana Nissim, Vanda Maestro, Eugenio Gentili Tedeschi, Giorgio Segre, Franco Momigliano, Giorgio Diena, Ada Della Torre, Silvio Ortona, Alberto Salmoni, Bianca Guidetti Serra, Lino Jona.

Con l’8 settembre e l’occupazione nazifascista tutti partecipano in varia misura alla Resistenza alcuni, come Primo Levi, Luciana Nissim, Vanda Maestro e Francesco Sacerdoti, verranno deportati ad Auschwitz, solo Levi ela Nissimfaranno ritorno.

Sono storie di vita che hanno coinvolto l’attenzione e la partecipazione emotiva degli studenti, conoscere il destino di giovani, quasi loro coetanei, li ha sollecitati ad approfondire la storia; la proiezione ha aperto una riflessione sui temi delle scelte individuali e delle responsabilità collettive durante il fascismo e l’occupazione nazista. Si è trattato di una esperienza intensa, un esempio di come si possa coniugare la memoria con la storia. La progressiva scomparsa dei testimoni rende sempre più indispensabile l’uso di filmati, di registrazioni: una risorsa importante per mantenere viva la memoria e per accrescere la conoscenza storica nelle giovani generazioni.

                                                                                                               Annabella Gioia

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