Ruggero Zangrandi: un viaggio nel Novecento

“Ruggero Zangrandi: un viaggio nel Novecento” mette in mostra una selezione di documenti tratti dal suo archivio personale, donato all’Irsifar nel 2007 dalla figlia Gabriella.  Si tratta di una scelta  che segue il  suo percorso di vita e, nello stesso tempo, permette di ricostruire la storia di una generazione che, dopo  aver aderito al fascismo, ha maturato una  critica e una opposizione al regime. E’ il percorso descritto da Zangrandi ne Il lungo viaggio attraverso il fascismo nel quale  l’autore, tornato alla fine della guerra dopo aver vissuto l’esperienza del carcere e della deportazione in Germania, parla di quei  giovani che come lui avevano creduto in un fascismo “autenticamente rivoluzionario”.

Ruggero Zangrandi (1915-1970) inizia infatti la sua attività giornalistica negli anni Trenta collaborando ai periodici del Liceo Tasso di Roma, promossi dal suo compagno di banco Vittorio Mussolini. In seguito il suo raggio di azione passerà dall’attività culturale e giornalistica all’attivismo politico fino a maturare una presa di coscienza antifascista. Dopo aver vissuto l’esperienza del carcere e della deportazione in Germania, nel 1946 si iscrive al Partito comunista italiano e riprende la sua attività giornalistica che svolgerà fino alla fine della sua vita.

E’ evidente l’intreccio tra le sue vicende personali e la “grande storia”, gli avvenimenti che hanno segnato gran parte del Novecento, di cui Zangrandi è stato protagonista con il suo impegno politico e intellettuale.

La mostra si compone di 62 documenti (esposti in 14 pannelli) ed è divisa in 6 sezioni: “I giovani nel tempo fascista”, “Carcere e deportazione”, “La militanza comunista”,“Zangrandi giornalista”, “Zangrandi scrittore”, “Ricerche storiche”.

Si tratta di una tipologia di documenti diversi che comprende lettere, fotografie, riviste e manifesti, diari e promemoria, articoli e reportage.

Le lettere riguardano sia il periodo fascista (per esempio quella di Vittorio Mussolini del 10 gennaio 1936 o del Ministro della Cultura Dino Alfieri del 15 febbraio 1938; quella a Benito Mussolini del 15 marzo 1936; quella di Zangrandi alla famiglia dal carcere di Regina Coeli…), sia il dopoguerra (lettere di Palmiro Togliatti, di Lucio Lombardo Radice, di Giancarlo Pajetta.. ).

Tra le fotografie si trova la classe del liceo Tasso di Roma nel 1935, ma anche la redazione di “Paese sera” negli anni Cinquanta e l’assegnazione dei Premi Viareggio e Prato.

Nella sezione “riviste e manifesti” sono esposte le riviste giovanili fondate da Vittorio Mussolini, con le copertine disegnate da Mario Sironi; gli opuscoli  per il “Movimento Universalfascista” e per il “Partito socialista rivoluzionario”ecc…

Sono in mostra anche i diari(promemoria degli interrogatori subiti da Ruggero Zangrandi dopo l’arresto nel 1942; diario di prigionia 1943-1945 e quello della deportazione in Germania …)

Articoli e reportage illustrano la sua attività di giornalista: alcune delle sue principali inchieste; la rubrica su “Paese sera” con lo pseudonimo di “Publio”; o il reportage sul viaggio in Germania.

La parte conclusiva della esposizione rende conto delle ricerche fatte da Zangrandi per ricostruire la storia della sua generazione e quindi per la stesura del volume Il lungo viaggio attraverso il fascismo; un altro tema centrale è rappresentato dalla storia del 1943, pubblicata poi nel libro 1943: 25 luglio – 8 settembre. Il  lavoro, che riguarda anche la mancata difesa di Roma nell’8 settembre, gli procurerà una querela (poi ritirata nel corso del processo di Varese) nonché molte polemiche all’interno del Partito comunista. Il suo è dunque un impegno intellettuale capace di affrontare temi cruciali rivisitati come momenti di rottura rispetto alle interpretazioni dominanti nella vita culturale del Paese. Questa urgenza di chiarezza, che ha ispirato tutto l’operato di Ruggero Zangrandi, ha assunto la dimensione interiore di una vita vissuta come testimonianza.

Annabella Gioia

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