SONO UN GRAFORIBELLE MAMMA ROMA 1990: L’OCCUPAZIONE DELLA PANTERA E L’ALA CREATIVA DEL MOVIMENTO Vignette originali di Andrea Guerra, CarloBarbanente, Carlo Prati, Roberto Grossi e Valerio Bindi

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Roma, 27 Dicembre 1989: una pantera attraversa il raccordo anulare e svanisce.

Esplode poco dopo, nel 1990, un movimento caratterizzato da una critica alla società dell’informazione, alla privatizzazione della formazione e, più in generale, della gestione della cultura. Si propaga occupando facoltà a raffica, spedendo fotocopie e fax invece che mail e tweet; aprendo una multimediale produzione di cultura radicale che sarà poi la stagione degli anni novanta dei centri sociali e della rete globale. Prefigura gli scenari di guerra dei media che si sarebbero presentati di lì a poco. Dalle città universitarie ai territori della metropoli, prepara al trasversale movimento dei movimenti che affronterà la repressione più dura a Genova. E scompare. Nella Facoltà di Architettura Occupata di Valle Giulia partono via fax centinaia di vignette: sono i messaggi al movimento de i Graforibelli, ironici testimoni di una trasformazione più grande di loro.

 

La mostra SONO UN GRAFORIBELLE MAMMA, alla Casa della Memoria e della Storia dal 26 settembre al 7 novembre 2014, riapre gli archivi segreti de i Graforibelli, evidenziando in una raccolta di un centinaio di vignette le aree tematiche di questa produzione: il rapporto verso l’interno del movimento, autoironia, critica del linguaggio e delle strutture decisionali, intimismo e quotidianità, gioie e delusioni, le fasi del’occupazione.  Il rapporto con la politica: le privatizzazioni a tappeto di una classe politica tutta dedita a profitti personali e le trasformazioni del panorama della politica internazionale, giusto a ridosso della caduta del muro di Berlino. Il rapporto con le strutture del potere universitarie: professori e nuovi ordinamenti universitari, dipartimenti e ricerca, numero chiuso e struttura della didattica che venivano riformati escludendo il pensiero critico. Il rapporto con la città: le speculazioni, le immagini urbane e i vuoti del tessuto, le manifestazioni e le feste, l’offerta culturale come parte del progetto politico e la necessità di proporre una partecipazione diretta ai processi di gestione della politica e del territorio; sono questi i temi che si riverseranno poi nella generazione di centri sociali che accoglieranno il movimento una volta chiusa l’esperienza nelle università.

 

Le vignette originali di Andrea Guerra, Carlo Barbanente, Carlo Prati, Roberto Grossi e Valerio Bindi sono esposte per la prima volta a venticinque anni di distanza.

Le vignette partivano a raffica, riprodotte dai toner esausti delle facoltà o stampate a bassa risoluzione dalle vecchie e ombrose macchine dei fax. Sono state un potente fenomeno virale che ha veicolato i temi del movimento e i suoi linguaggi e sono state riprese in tempo reale dai principali media, costruendo un vero e proprio canale politico e indipendente di comunicazione. È un fatto nuovo e importante: la produzione di cultura della Pantera (video/scrittura/disegno) e tutto il lavoro fatto sulla comunicazione e il linguaggio diventano non una espressione “organica” di contenuti politici tradotti in altre forme, ma proprio un lavoro indipendente creativo (e antagonista) che esprime in sé il movimento.

I Graforibelli parteciparono in quei mesi alla fondazione di un giornale satirico “Il Lunedì de La Repubblica” con Sparagna e Scozzari (Frigidaire, Il Male). Con lo spegnersi del movimento il gruppo si raccolse in una nuova formazione, SCIATTO produzie, interrompendo la produzione di vignette e non partecipando mai ad alcuna altra produzione editoriale di satira, per dedicarsi a murales, installazioni, architettura radicale. Una parte consistente di queste vignette fu raccolta nel libro GRAFOTORIBELLI (ed CLEAR), presto scomparso da ogni scaffale.

 

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Dipartimento Cultura-Servizio Spazi Culturali di Roma Capitale, è a cura di Valerio Bindi (SCIATTO produzie/La Bagarre ONLUS) con Andy War e Roberto Grossi dei GRFREB.

 

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